yoga e covid soniasquilloni

Yoga e Covid-19 – gli esiti del questionario

Cari amici e colleghi praticanti e insegnanti yoga, grazie per la vostra rapida risposta al questionario sul tema Yoga e Covid, lanciato appena ieri sera. Ho cercato di cogliere lo stato d’animo di noi praticanti in questo periodo difficile e ipotizzare il futuro della pratica yoga in tempi post covid-19. In questo post illustro le domande e commento gli esiti.

Rimango aperta alle vostre considerazioni.

premessa:

Non so niente di statistica o di come si costruisce un questionario “scientifico”. Nello stilare quello che avete compilato in poco tempo ho seguito la mia sensibilità. L’obiettivo era alimentare la base delle informazioni per capire meglio il momento.

Accetto molto volentieri critiche costruttive capaci di farmi comprendere e migliorare – ormai per la prossima volta – questo strumento di indagine.

come e Perché un questionario yoga e covid?

Nel precedente post illustro il mio percorso personale di atteggiamento e riflessione sulla pratica yoga durante emergenza Covid-19. Sentendo la necessità di ampliare il punto di vista ho pensato ad un questionario che potesse far capire come si è svolto lo yoga durante il lockdown e come è stato vissuto, il ruolo dello yoga on line e soprattutto aspettative sulla ripresa.

Il campione che ha risposto al questionario è di 100  persone,  è del tutto casuale e anonimo. Ho condiviso il questionario tra i miei allievi e molti insegnanti in ogni parte d’Italia hanno fatto lo stesso. È stato rapidamente accolto e altrettanto rapidamente siamo arrivati ad esaurire il campione di 100, in poche ore tra ieri sera e stamani mattina.

Ragioniamo insieme sulle singole domande e le risposte del campione.

1) prima dell’emergenza covid seguivi corsi di yoga?

Yoga e Covid-19

Sicuramente queste risposte saranno influenza dal campione di indagine che per lo più, partendo da contatti del mondo dello yoga (insegnanti e allievi) ha coinvolto soggetti che già praticavano yoga. Ma possiamo vedere che c’è comunque un 10% che prima dell’emergenza Covid non praticava yoga di gruppo, ma si era già trovato altre soluzioni. Solo un 1% era estraneo allo yoga prima del Covid.

2) Perché prima del Covid-19 non praticavi yoga?

A questa domanda dovrebbe aver risposto (teoricamente) solo chi ha risposto no alla precedente domanda.

yoga e covid19

Non credo aggiunga molto a quello che sapevamo già sul perché non riusciamo – in generale – a fare yoga quando vogliamo. Quello che potrebbe essere indicativo è che la mancanza di tempo, dettata da impegni lavorativi, spesso nel lockdown può essere superata, mentre non può essere superata la mancanza di tempo legata ad impegni di famiglia.

3) Come e quando durante l’emergenza la tua insegnante/scuola di yoga ti è stata vicino?

yoga e covid

Teniamo presente che ho chiesto di divulgare il questionario ad amiche insegnanti yoga, che si sono prontamente attivate e in poche ore abbiamo completato il campione di 100 risposte. Possiamo dedurre che le insegnanti contattate siano molto in contatto con i loro allievi e molto pronte a comunicare con loro. Credo di possa razionalmente pensare che lo siano state anche durante l’emergenza. Ovviamente son tutte congetture personali.

Possiamo dedurre che la stragrande maggioranza del campione – oltre 86% – è stato ben “curato” dalle loro insegnanti, in vario modo.

Solo un esiguo campione 4,2% ha risposto di non aver ricevuto “cure”.

Ma poniamoci la domanda che la mia amica Serena di Semi mi ha posto: “Perché diamo così per scontato – ai nostri tempi – che l’insegnante di yoga debba assistere continuamente i suoi allievi”?

Da parte mia le ho risposto che per me è etica professionale. Che faccia la grafica o l’insegnante di yoga porto in fondo e con “cura” il mio progetto al mio “cliente/allievo”. Creare un proseguimento della pratica che avevano interrotto in sala, con vari mezzi, lo sentivo quasi come un “obbligo/dovere” per non interrompere il percorso avviato insieme. Con vari mezzi sia chiaro, ognuno con le proprie possibilità e frequenze.

Ma capisco che questo è il mio punto di vista.

È vero che molto spesso l’insegnante di yoga viene “confuso” con uno psicologo o una qualsiasi altra professione di sostegno e cura. Credo derivi dall’equazione yoga=benessere e quindi insegnante yoga=professionista che cura. Da parte mia cerco di astenermi da questo “ruolo”. Non ne ho le competenze a livello professionista. Cerco di limitarmi allo scambio tra pari, e spesso ricevo dai miei allievi.

4) Hai provato durante l’emergenza Covid a seguire lezioni on line o video lezioni da internet?

yoga e covid 4

Possiamo desumere dalle risposte che un 14% circa non ha praticato yoga on line proposte durante l’emergenza Covid. La maggior parte, sopra il 9% non per disinteresse verso il contenuto yoga, ma in difficoltà con il mezzo internet.

C’è da tenere presente che sussiste una difficoltà tecnologia di approccio allo strumento per fare yoga on line.

Il restante 86% circa ha praticato yoga tramite interne durante il lockdown.

La maggior parte 42% non ha avuto difficoltà sullo strumento, era indifferente alla piattaforma su cui lo yoga on line veniva proposto.

Facebook ed Instragram, essendo social network molto diffusi e per questo più agevoli, hanno coperto in due oltre il 30% degli utenti per le pratiche yoga on line. Questi strumenti sono stati i primi ad essere attivati

Se vi va possiamo qui aprire una parentesi. Io considero Instagram e Facebook mezzi di condivisione web e quindi comunicazione/promozione del proprio operato fatto di persona, quindi dal vivo. Ma è una mia interpretazione. Sono strumenti che si rivolgono quasi sempre a tutti, senza distinzioni o modalità di filtro. Anche se di recente sia Facebook che Instragram permetto di selezionare gli utenti per le dirette live. Hanno il pregio di poter arrivare a tante persone. Io ho scelto quindi di mettere contenuti brevi e “innoqui” adatti anche a principianti. Portare una lezione intera rivolta a tutti e senza possibilità di verifica su questi “tutti” non mi è sembrata appropriata.

Poi c’è un abbondante 11% che senza difficoltà di gestione del mezzo ha goduto di questa scorpacciata di proposte.

Stefania, una amica sul web mi ha fatto notare che a questa domanda non ha trovato la sua risposta. Cerco di rimediare alla mancanza effettiva. Infatti non dobbiamo scordare l’universo YouTube.

Infatti molti insegnanti hanno adoperato questo mezzo per creare o rimpinguare il proprio Canale YouTube come pratiche per i loro allievi, me compresa. Qui trovi il mio Canale, un po’ esiguo ammetto. Youtube da la possibilità di caricare video anche molto lunghi e di mostrarli solo a chi volete condividendo il link. Un modo semplice per passare intere lezioni ai vostri allievi.

Lo yoga on line in emergenza ha “sdoganato” il fai-da-te sul web

Possiamo inoltre cogliere l’occasione per fare una riflessione. Le risorse yoga attivate in emergenza sono spesso “casalinghe”. Nel senso che hanno mezzi, risorse e inquadrature, competenze che spesso non sono professionali e a volte nemmeno di gran qualità. Ma le si accettano, siamo tutti in casa, fino a poco tempo fa potevamo uscire solo per comprare cibo. In alcune località non arrivavano nemmeno i corrieri. E poi, meriterà fare grandi investimenti per offrire risorse spesso gratuite?

Scuole o insegnanti che già offrivano risorse yoga on line a pagamento o gratuite hanno mostrato la loro professionalità in materia di qualità tecnica. La differenza è percepita.

 

5) Ti è stato d’aiuto praticare yoga durante l’emergenza Covid-19?

yoga e covid

Qui ho ragionato un po’ addirittura se lasciare la domanda aperta. Alla fine ho scelto di mettere risposte multiple e ci ho messo pure l’errore (choice%) ^_^

Teniamo presente che la domanda non chiedeva hai praticato yoga on line, ma solo yoga durante l’emergenza.

Deduciamo che per la metà del nostro campione lo yoga è stato un grande aiuto durante l’emergenza. Un 35% ha avuto difficoltà di concentrazione nella pratica, e io sono tra questi. Un 8% non ha praticato. Ma nessuno l’ha trovato frustrante.

Vediamo alle risposte aperte:

Yoga e senso di comunità, appartenenza al gruppo

“Mi ha aiutato a dare un senso di continuità” oppure “É stata occasione di continuare a sentirmi parte di un gruppo”

È stato così per molti, lo yoga crea comunità – e la domanda non specificava se on line o da soli a casa propria. Oltre all’esperienza delle on line in diretta, c’è anche chi ha fissato un appuntamento orario e ha praticato insieme, sentendosi connessi dalla pratica. Penso a Yani, l’associazione insegnanti yoga di cui anche io faccio parte, che ha lanciato diverse iniziative al riguardo.

Yoga e quotidianità fatta di tempo e spazio

“Mi ritaglia il mio tempo e il mio spazio”, “Sì mi è servito per mantenere un po di quotidianità”.

Lo abbiamo sperimentato tutti. Durante il lockdown tutti i giorni sembrano uguali, salta la nostra routine e ci sentiamo più facilmente annoiati e persi. La pratica yoga non a caso è una disciplina e riconduce a ritmi ed uso degli spazi “normali” non più d’emergenza.  Lo yoga ci aiuta ad armonizzare una quotidianità fatta di tempi e di spazi. Lo yoga è spesso un tempo e uno spazio individuale, solo per noi, fuori dalla famiglia 24h anche se nello stesso spazio.

6) Che opinione hai della pratica yoga on line?

yoga e covid

Per la maggior parte del campione, circa un 70%, lo yoga on line rimane una pratica di emergenza. Ma c’è una buona fetta di persone circa 18% che lo ha trovato comodissimo, e chissà magari ne continuerà ad usufruire. Chi lo esclude del tutto è un piccolo 3%, mentre ha bisogno di dire qualcosa in più rispetto a queste secche risposte un 10%.

Dalle risposte libere emerge che non solo in covid può rendere utile lo yoga on line. In fin dei conti ognuno ha le proprie emergenze, questa è stata solo la più fantasmagorica che ci potevamo immaginare. Quando non si può andare in sala può essere un valido compromesso. Per un brevissimo tempo lo posso accettare, ma è insostituibile la presenza fisica dell’insegnante e del gruppo. 

Yoga on line inteso in vari modi, da alcune risposte si evince che può essere sempre una carta da giocare, con materiali per recupera lezioni, per attivare la pratica personale. Ma comunque yoga on line in affiancamento alla presenza in sala, per la forza del gruppo e dell’insegnamento diretto.

7) Torneresti a fare yoga di presenza?

yoga e covid

Dalle risposte sembra che un buon 30% non veda l’ora di avere la possibilità di andare all’aperto a fare yoga. Che ci sia una voglia di riprendere quello che si è interrotti senza aspettare l’anno sportivo nuovo?

Un 27% tornerebbe a fare yoga nei tempi e nelle modalità in cui ripartiranno le attività “normali” quotidiane; un 16% preferirebbe ridurre gruppi e passerebbe a lezioni individuali; un 13% pensa a come difendersi dal covid anche durante lo yoga con mascherine e distanze. L’8% non contempla oramai il ritorno allo yoga prima della prossima stagione, ormai è archiviato l’argomento. Solo un piccolo 3% antepone la ripresa della pratica collettiva alla definizione del vaccino.

Le risposte aperte ribattono i concetti espressi nelle risposte definite.

8) Cosa desidereresti per la tua pratica yoga in futuro?

Sono felice di sapere che oltre il 74% degli intervistati desidera tornare in sala, di presenza. Mi lascia pensare che sia evidente la differenza e che le qualità di questa modalità sia inappagabili con la pratica on line. C’è da considerare però un buon 20% di interessati ad integrare la pratica di presenza con i benefici che ha comunque fatto constatare la pratica on line. Un esigua minoranza circa il 4% prediligerebbe una modalità esclusivamente on line.

Mi sento con simpatia di consigliare a chi pensa al corso individuale di chiedere alla propria insegnante o di sfruttare le modalità on line per trovare l’insegnante a cui fare la proposta dell’individuale.Io trovo sia una bellissima esperienza poter seguire una persona a tu per tu nella pratica, certo è da considerare che prevederà un costo diverso dal gruppo.

9) faresti yoga con la mascherina?

yoga e covid

Un 50% degli intervistati è rassegnato a questo obbligo che sembra presentarci il futuro anche per la pratica dello yoga. Un abbondante 38% lo rifiuta assimilando lo yoga all’adempimento della pratica fisica. In molti hanno sentito l’esigenza di specificare che è una difficoltà ma allo stesso tempo necessaria per l’incolumità di noi e della collettività, riflettendo così il messaggio di rispetto che ci insegna lo yoga.

yoga e covid

Un 80% degli intervistati pensano che l’insegnamento dello yoga non è finito con il covid, si è solo arrestato per un po’, come tutte le altre attività e che riprenderà. Siamo ottimisti, nonostante ci sia la consapevolezza che un 2% delle scuole/insegnanti ha chiuso per gli eccessivi costi. Nelle domande “altre” in molto si dicono consapevoli delle difficoltà che attraversa la Scuola/insegnante, di quanto si sia in parte anche “riconvertita” al digitale on line e che comunque come dicevo con la mia amica insegnante Cinzia, lo yoga e i suoi praticanti sono come l’araba fenice, rinascono continuamente dalle loro cenere e continueranno, a vari modo per altri anni a venire.

Conclusioni personali su yoga e covid

Se siete arrivati a leggere tutto questo flusso di pensieri vi ringrazio, come ringrazio tutti coloro che hanno diffuso e risposto al questionario. Mi avete ridato fiducia e voglia di attivarmi perché questo post covid dello yoga, della mia personale esperienza di insegnamento abbia un seguito. Sarei molto contenta di leggere le vostre personali riflessioni, qui sotto nei commenti, in mail a me dirette oppure sui social che adopero per la condivisione di questi risultati. Sono basati sulla mia sensibilità e sicuramente difetteranno in molte parti, ma mi hanno dato l’opportunità di ampliare la riflessione.

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.