Bhuvaneshvari yantra è la raffigurazione geometria della quarta Maha Vidya, la Regina dell’Universo, colei il cui corpo è il mondo. In un ardito collegamento con le figure delle divinità greche, è Gea, le Dea primigenia dell’inesauribile forza creatrice, è la Grande Madre Natura della mitologia occidentale.
È passato più di un mese dal precedente post e dalla realizzazione yantra della terza Maha Vidya, Tripura Sundari. Ho sempre più bisogno di tempo per farle decantare nella mia pratica quotidiana sui singoli yantra. Non è solo questione di tempo per realizzarli, si devono fare spazio con i loro molteplici simboli e coniugazioni. Qui trovi il post sulle Maha Vidya.
Andiamo avanti a conoscere la quarta Maha Vidya, Bhuvaneshvari, la Madre divina, Signore dei mondi.
CHI È BHUVANESHVARI?
bhuvaneshvarI È la madre divina, l’intero universo è il suo corpo.
L’etimologia del suo nome è – ishwari – Signora – bhuvana – dei mondi, bhū è spazio, terra.
È la manifestazione dei mondi, tutti gli esseri sono ornamenti del suo infinito essere. Nella tradizione Hindù si contano tre piani (loka) e quattordici mondi (bhuvana).
È La dea come spazio: bhuvaneshvari È aditi, la senza limiti
È infinita e indivisibile, è l’origine, il grembo cosmico, è lo spazio. Manifesta la luce, è la madre di Surya e di tutti gli Aditiya. La Dea crea spazio per poter dare origine alle cose.
Nella pratica su di lei, essa crea spazio dentro di noi per – dare spazio – far nascere la nostra natura divina.
Esistono molti livelli di manifestazione dello spazio:
- lo spazio esterno dell’universo fisico, senza limiti, infinito, il macrocosmo;
- il microcosmo, il nostro corpo, che contiene l’intero universo nello spazio del cuore;
- lo spazio della mente è interno e non ha limiti;
- lo spazio supremo della pura coscienza che trascende la manifestazione.
Il cuore è la posizione del corpo umano in cui ha sede la Dea Bhuvaneshvari.
La Dea è lo spazio, il palcoscenico in cui si manifestano le creature, il campo in cui ogni cosa cresce, il grembo cosmico in cui nascono i mondi.
È La dea come luogo e direzione
Bhuvaneshvari è il terreno che ci ospita, la realtà di cui siamo pervasi.
I punti cardinali sono i diversi punti di vista della sua presenza, ognuno con qualità specifiche:
- l’est è l’inizio
- il nord è la direzione dell’illuminazione
- l’ovest la maturazione
- il sud è il completamento
Da queste qualità deriva che lo spazio contiene il tempo e che il tempo è spazio, ogni tempo ha la sua collocazione, direzione e orientamento.
È La Dea come materia prima: prakriti
Kriti significa fare o creare, pra significa prima.
Bhuvaneshvari è la materia prima, quello che sta alla base di tutti gli elementi. Lei è lo spazio addensato a cui fanno riferimento terra e acqua. È Madre Natura in persona, lo spazio primordiale della nostra coscienza. Siamo davanti alla matrice della Shakti che precede la creazione.
È il paradosso che vede essere al contempo la materia originale e il vuoto da cui tutta la materia ha inizio. Il vuoto che precede qualsiasi creazione. Tutte le forme sono vuote e tutto il vuoto contiene forme.
È La dea dell’universo e Maya, l’illusione è la sua misura.
Bhuvanesvari è la personificazione del cosmo, la visione di un mondo libero e privo di limiti, un mondo globale infinito. Ma proprio perché è tutto l’universo è al contempo anche il potere che misura l’Universo: Maya, l’illusione.
L’illusione nasce perché le singole cose che sono contenute nell’Universo sono misurate e stare dentro a queste cose finite ci fa perdere di vista la dimensione senza limiti dell’Universo stesso.
Tutte le cose finite sono forme manifeste dello spazio infinito della Madre Natura.
La relazione con le altre maha vidya
Bhuvaneshvari in quanto spazio è complementare a Kali che è il tempo, sono due facce della stessa Dea infinita ed eterna.
Bhuvanesvare crea gli oggetti che animano lo spazio, Kali crea gli eventi che si succedono nel tempo.
Le direzioni di Bhuvaneshvari sono i punti cardinali, quelli di Kali passato presente e futuro.
Kali è il potere dell’azione (Kriya shakti), Tripura Sundari è il potere della conoscenza (jnana shakti), Bhuvaneshvari è il potere dell’amore (Icchà Shakti). L’amore crea spazio, non è vuoto, crea una dimensione nuova e dona libertà, non limita e non possiede.
È la quarta delle Dasha Maha Vidya, e viene subito dopo Tripura Sundari, la ragazza di sedici anni, Signora dei tre mondi. Con questa quarta Dea della Saggezza, la giovane ragazza lascia il posto alla matura Signora “delle sfere”*. Qui la creazione è un flusso potente, per questo Bhuvanesvari è anche denominata Raja-rajeshvari, la Regina delle Regine.
Storie mitologiche su Bhuvanesvari
Il compendio che ne narra le gesta è Shrimad Devi Bhagavatam. Qui Brahma narra a Narada le sue misteriose geste e nel farlo le affida anche altri interessanti nomi come:
- Bhagavati, colei che è incarnazione di maestà, fama e buon auspicio;
- Mahamaya, la grande ammaliatrice;
- Jagaddhatri, colei che cura il mondo.
Secondo David Kinsley (vedi testo nella bibliografia in calce) sembra che Bhuvaneshvari non abbia avuto un culto molto diffuso prima di essere compresa nella Dasha Maha Vidya.


LA RAFFIGURAZIONE ICONOGRAFIA DI bhuvanesvari
Le raffigurazioni figurative delle divinità hanno numerosi attributi. Sono simboli, ornamenti, gesti delle mani che descrivono, modificano o espandono le sue qualità di base. Può capitare, come in questo caso, che si riscontrino più di una iconografia.
- Ha una falce di luna sul capo, oppure un serpente e un linga e una yoni
- È dotata di quattro, a volte sei, a volte venti braccia:
- con cui regge il gancio e un pungolo per gli elefanti, per il potere di agire,
- le altre due mani formano il mudra della benedizione Varada Mudra e Abhaya Mudra, per eliminare la paura,
- nelle altre due mani con le quali tiene un fiore di loto rosso e un vaso di gioielli, simboli di crescita e ricchezza
- in altre raffigurazioni (Danielou) un frutto di bilva, detto frutto della bellezza, perchè lei dona i frutti delle azioni
- Ha tre occhi
- Siede su un trono come Tripura Sundari, un divanetto che è la forma stessa di Sadashiva sostenuto da quattro gambe che sono Brahma, Vishnu, Rudra e Maheshvara (Frawley)
- siede su un loto (Kinsley)
- Ha il colore del sole nascente.
Bhuvanesvari yantra: FORME, SIMBOLI E COLORI
Nel blog trovate questo post – YANTRA PER LA MEDITAZIONE: GLI ELEMENTI CHE LI COSTITUISCONO E COSA SIGNIFICANO – con generiche indicazioni sui singoli elementi che popolano le numerose forme di Yantra.
Questo yantra di Bhuvanesvari è tratto dai testi di Harish Johari e su basa sullo Shakta Pramoda, un testo tantrico.
IL bhuvanesvari YANTRA È COMPOSTO DAI SEGUENTI ELEMENTI E COLORI:
- le linee di contorno del bhupur sono oro e giallo
- bhupur ha quattro porte che raffigurano i quattro modi di avvicinarsi alla dea attraverso la pratica dello yoga: mente, discernimento, attenzione e consapevolezza
- lo sfondo del bhupur è color giallo intenso
- ha due cerchi concentrici di petali di loto con 8 petali per cerchio:
- il più esterno, color zafferano, il colore degli asceti, rappresenta l’ottava dell’esperienza (merito, demerito, giusta apprensione e apprensione fuori luogo, distacco e attaccamento, padronanza e schiavitù) (da Johari),
- il più interno un giallo caldo, entrambi i colori del sole e della luna, sono gli otto elementi della prakriti, ovvero i cinque elementi e i tre guna (da Johari)
- stella a 6 punte, due triangoli fusi uno dentro l’altro, di un colore viola tenue, sono i due principi maschile e femminile fusi insieme
- il bindu centrale è color oro
Queste sono le indicazioni secondo la tradizione di Harish Johari. La tradizione di Satyananda ha dei colori diversi.
IL colore di bhuvaneshvari
È il giallo, il colore della conoscenza e della consapevolezza che produce estasi. Non a caso nella meditazione sullo yantra si è portati a vedere il suo colore complementare, il viola.
MEDITAZIONE SULLO YANTRA DI Bhuvaneshvari
Il mio approccio alla meditazione è profondamente laico.
Non si tratta di adorazione, ma di attivare un processo di creazione – che partendo dalla meditazione sullo yantra – stimola la riflessione sui vari concetti archetipici ai quali le divinità che gli yantra rappresentano, fanno riferimento. Lavorare sullo yantra di una della Dasha Maha VIdya aiuta a risvegliare in noi alcune delle qualità specifiche.
Quando meditiamo su Bhuvanesvari yantra accediamo alla sua energia creativa, generatrice, che porta a migliora la nostra visione della vita.
Bhuvanesvari è la tua divinità se…
Dedicarsi a lei, che è la Dea dello spazio, aiuta a creare spazio dentro di noi, a creare all’interno della nostra coscienza la nostra natura divina. Lo spazio dentro di noi è pace, pausa e riposo, la giusta distanza per poter vedere con chiarezza la vita. Forme come stress o tensione sono situazioni di ristrettezza mentale, attaccamento all’illusione.
Meditiamo su Bhuvanesvari quando vogliamo lasciare andare ansia o paura e condurci nella pace e nella consapevolezza di essere parte di un tutto cosmico.
Nel momento in cui ci rendiamo consapevoli della sua presenza in qualità di terreno che ci ospita, otteniamo l’energia – Shakti – di portare a termine le azioni più elevate come la pratica yoga.
Entrare in contatto con Bhuvanesvari promuove una visione cosmica e libera dalle limitazioni del giudizio, aiuta a superare qualunque tipo di identificazione (razza, sesso, religione..) avvicinandosi alla comprensione universale. È la via luminosa del grande immenso spazio.
Adorare Bhuvanesvari ci conduce verso un amore sano, che crea spazio e nutre, che non limita ma lascia cadere ogni catena, ci allontana dall’attaccamento e dall’apparenza. Un amore che non necessariamente porta verso una reazione con altre persone, ma può sfociare anche in desiderio di creare una visione o un’azione, comunque verso un gesto creativo. Chi desidera diventare un grande artista, un visionario, un creatore trova in Bhuvanesvari la propria divinità. Si inizia creando un un suo spazio sacro nella mente.

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note:
*Alcuni testi, come Danielou e Khanna, la identificano come la Signora delle sfere.
BIBLIOGRAFIA:
- Alain Danielou – Miti e dei dèi dell’India – Bur Rizzoli
- Madhu Khanna – Yantra. Il simbolo tantrico dell’unità cosmica – Edizioni Mediterranee
- L’essenza del Tantra di Harish Johari Edizioni il Punto
- Incanto, le divinità dell’India di Diego Manzi
- Chi sono io, Diego Manzi, Le Lettere
- Il libro dei simboli, Tashen
- Dizionario dell’induismo M. e J. Stutley
- Il risveglio della Shakti: il potere trasformativo delle Dee dello yoga di Sally Kempton
- Tantra yoga di di David Frawley
- Ekabhumi Charles Ellik – Shakti, divinità femminili, mandala e geometrie sacre Edizioni il Punto
- Tantric Visions of the Divine Feminine The Ten Mahavidyas di



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